CENSURATE QUESTO - Berlusconi Mafioso? 11 domande al Cavaliere per negarlo

Basta Berlusconi
Tira una brutta aria un rete. L'amico blogger byoblu consiglia di fare un backup del suo ultimo articolo.
Obbligato.

 C’era un tempo in cui gli amici non erano amici, e non mangiavano più nello stesso piatto. C’era un tempo in cui un partito accusava un imprenditore del nord di avere edificato il suo impero con i soldi della mafia. C’era un tempo in cui un direttore di giornale decise che era giunto il momento di dare a tutti una lezione di giornalismo.
 Quel tempo era mercoledì 8 luglio 1998. Quel direttore era Max Parisi, alla guida de La Padania, l’organo di partito della Lega. Gli amici che non erano amici, erano Umberto Bossi e Silvio Berlusconi. Il partito era la Lega Lombarda e l’imprenditore del nord accusato di essere mafioso era proprio Silvio Berlusconi (lo so, non l’avreste mai detto). La lezione di giornalismo, invece, consisteva in una serie di domande per chiedere conto a Silvio Berlusconi del suo passato e del suo presente imprenditoriale. Il titolo era “Berlusconi Mafioso? 11 domande al Cavaliere per negarlo”. Ma le domande pubblicate erano solo 10. L’undicesima, la domanda che non c’era, nessuno la conobbe mai. Forse perché giorno venne che i due ex-amici, poi divenuti nemici, d’improvviso fecero inspiegabilmente ...la pace.

 La conseguenza di questo abbraccio fraterno, degno di Carramba Che Sopresa!, fu che tutti i violenti attacchi portati da La Padania al Cavaliere cessarono come per incanto. Tutte le tracce vennero minuziosamente cancellate dagli archivi web del quotidiano leghista, e Max Parisi venne premiato con un incarico al TG2.

 Ma la rete non perdona. Lo diciamo sempre. Qualcuno ha recuperato da archive.org gli articoli originali, immortalati per voi e per tutti, in remissione di ogni reticenza. E così, nella magnificenza del TechniColor, possiamo vedere cose come la foto di Berlusconi insieme alle foto di Totò Riina, Giovanni Brusca, Pippo Calò, Tano Badalamenti ed altri personaggi del tutto innocui, campeggiare sotto il titolo: BACIAMO LE MANI.


Oggi Niccolò Ghedini annuncia di voler querelare Di Pietro per avere detto che sputa nello stesso piatto dove mangia, riferendosi alle specialità mafiose. Berlusconi querelò anche all'epoca, salvo ritrare la denuncia due anni dopo, una volta firmato il miracoloso Trattato di Arcore.  Non sempre tuttavia si fa la pace e si fa merenda insieme. Questo è per lo meno il nostro auspicio.

E allora eccole, le undicimenouna domande poste da Max Parisi a Silvio Berlusconi.

Primo quesito

Lei certamente ricorda che il 26 settembre 1968 la sua società – l’Edilnord Sas – acquistò dal conte Bonzi l’intera area dove di li a breve lei costruirà il quartiere di Milano2. Lei pagò l’area circa 4.250 lire al metro quadrato, per un totale di oltre 3 miliardi. Questa somma, nel 1968 quando lei aveva appena 32 anni e nessun patrimonio familiare alle spalle, è di enorme portala. Oggi, tabelle Istat alla mano, equivarrebbe a 38 miliardi, 739 milioni e spiccioli. Dopo l’acquisto – intendo dire nei mesi successivi – lei apri un gigantesco cantiere edilizio, il cui costo arriverà a sfiorare 500 milioni al giorno, che in circa 4-5 anni porterà all’edificazione di Mlano2 così come è oggi. Ecco la prima domanda: signor Berlusconi, a lei, quando aveva 32 anni, gli oltre 30 miliardi per comprare l’area, chi li diede? Inoltre: che garanzie offri e a chi per ricevere tale ingentissimo credito? In ultimo: il denaro per avviare e portare a conclusione il super-cantiere, chi glielo fornì? Vede, se lei non chiarisce questi punti, si è autorizzati a credere che le due misteriose finanziarie svizzere amministrate dall’avvocato di Lugano Renzo Rezzonico “sue finanziatrici”, così come altre finanziarie elvetiche che entreranno in scena al suo fianco e che tra poco incontreremo, sono paraventi dietro i quali si sono nascosti soggetti tutt’altro che raccomandabili. Si, perché – mi creda signor Berlusconi – nel 1998, oggi, se lei chiarisse una volta per tutte, con nomi e cognomi, chi le prestò tale gigantesca fortuna facendo con questo crollare ogni genere di sospetto e insinuazione sul suo conto, nessuno e dico nessuno si alzerebbe per criticarla sostenendo che lei operò con capitali sfuggiti, per esempio, al fisco italiano e riparati in Svizzera, e rientrati in Italia grazie alla sua attività imprenditoriale. Sarei il primo ad applaudirla, signor Berlusconi, se la realtà fosse questa. Se invece di denaro frutto di attività illecite, si tratò di risparmi onestamente guadagnati e quindi sottratti dai rispettivi proprietari al fisco assassino italiota che grazie a lei ridiventarono investimenti, lei sarebbe da osannare. Parli, signor Berlusconi, faccia i nomi e il castello di accuse di riciclaggio cadrà di schianto.

Secondo quesito

Il 22 maggio 1974 – certamente lo ricorda, signor Berlusconi – la sua società “Edilnord Centri Residenziali Sas” compì un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni (4,8 miliardi oggi, fonte Istat). Il 22 luglio 1975 la medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando dai suddetti 600 milioni a 2 miliardi (14 miliardi di oggi, fonte Istat). Anche in questo caso, vorrei sapere da dove o da chi sono arrivati queste forti somme di denaro in contanti.

Basta Berlusconi

Terzo quesito

Il 2 febbraio 1973 lei fondò un’altra società, la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola Impresa diventò una Spa con un aumento di capitale a 500 milioni. In seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi e lei farà in modo di emettere anche un prestito obbligazionario per altri 2 miliardi. Signor Berlusconi, anche in questo caso le chiedo: il denaro in contanti per queste forti operazioni finanziarie, chi glielo diede? Fuori i nomi.

Quarto quesito

Lei non può essersi scordato che il 15 settembre 1977 la sua società Edilnord cedette alla neo-costituita “Milano2 Spa” tutto il costruito del nuovo quartiere residenziale nel Comune di Segrate battezzato “Milano2″ più alcune aree ancora da edificare di quell’immenso terreno che lei comperò nel ‘68 per l’equivalente di più di 32 miliardi in contanti. Tuttavia quel 15 settembre di tanti anni fa, accadde un altro fatto: lei, signor Berlusconi, decise il contemporaneo cambiamento di nome della società acquirente. Infatti l’impresa Milano2 Spa iniziò a chiamarsi così proprio da quella data. Il giorno della sua fondazione a Roma, il 16 settembre 1974, la futura Milano2 Spa – come lei senza dubbio rammenta – viceversa rispondeva al nome di Immobiliare San Martino Spa, “forte” di un capitale di lire 1 (un) milione, il cui amministratore era Marcello Dell’Utri. Lo stesso Dell’Utri che lei, signor Berlusconi, sostiene fosse a quell’epoca un «mio semplice segretario personale». Sempre il 15 settembre 1977, quel milione venne portato a 500 e la sede trasferita da Roma a Segrate. Il 19 luglio 1978, i 500 milioni diventeranno 2 miliardi di capitale sociale.
Ecco, anche in questo caso, vorrei sapere dove ha preso e chi le ha fornito tanto denaro contante e in base a quali garanzie.

Quinto quesito

Signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima Fininvest, certamente ricorda che nacque in due tappe. Partiamo dalle seconda: l’8 giugno 1978 lei fondò a Roma la “Finanziaria d’Investimento Srl” – in sigla Fininvest – dotandola di un capitale di 20 milioni e di un amministratore che rispondeva al nome di Umberto Previti, padre del noto Cesare di questi tempi grami (per lui). I1 30 giugno 1978 il capitale sociale di questa sua creatura venne portato a 50 milioni, il 7 dicembre 1978 a 18 miliardi, che al valore d’oggi sarebbero 81 miliardi, 167 milioni e 400 mila lire. In 6 mesi, quindi, lei passò dall’avere avuto in tasca 20 milioni per fondare la Fininvest Srl a Roma, a 18 miliardi. Fra l’altro, come lei certamente ricorda, la società in questo periodo non possedeva alcun dipendente. Nel luglio del 1979 la Fininvest Srl, con tutti quei soldi in cassa, venne trasferita a Milano. Poco prima, il 26 gennaio 1979 era stata “fusa” con un’altra sua società dall’identico nome, signor Berlusconi: la Fininvest Spa di Milano. Questa società fu la prima delle due tappe fondamentali di cui dicevo poc’anzi alla base dell’edificazione del suo impero, e in realtà di milanese aveva ben poco, come lei ben sa.
Infatti la Fininvest Spa venne anch’essa fondata a Roma il 21 marzo del 1975 come Srl, l’11 novembre dello stesso anno trasformata in Spa con 2 miliardi di capitale, e quindi trasferita nel capoluogo lombardo. Tutte operazioni, queste, che pensò, decise e attuò proprio lei, signor Berlusconi. Dopo la fusione, ricorda?, il capitale sociale verrà ulteriormente aumentato a 52 miliardi (al valore dell’epoca, equivalenti a più di 166 miliardi di oggi, fonte Istat). Bene, fermiamoci qui. Signor Berlusconi, i 17 miliardi e 980 milioni di differenza della Fininvest Srl di Roma (anno 1978) chi glieli fornì? Vorrei conoscere nomi e cognomi di questi suoi munifici amici e anche il contenuto delle garanzie che lei, signor Berlusconi, offrì loro. Lo stesso dicasi per l’aumento, di poco successivo, a 52 miliardi. Naturalmente le chiedo anche notizie sull’origine dei fondi, altri 2 miliardi, della “gemella” Fininvest Spa di Milano che lei fondò nel 1975, anno pessimo per ciò che attiene al credito bancario e ancor peggio per i fondamentali dell’economia del Paese.

Sesto quesito

Lei, signor Berluscom, almeno una volta in passato tentò di chiarire il motivo dell’esistenza delle 22 (ma c’è chi scrive, come Giovanni Ruggeri, autore di “Berlusconi, gli affari del Presidente” siano molte di più, addirittura 38) “Holding Italiane” che detengono tuttora il capitale della Fininvest, esattamente l’elenco che inizia con Holding Italiana Prima e termina con Holding Italiana Ventiduesima. Lei sostenne che la ragione di tale castello societario sta nell’aver inventato un meccanismo per pagare meno tasse allo Stato. Così pure, signor Berlusconi, lei ha dichiarato che l’inventore del marchingegno finanziario, che ripeto detiene – sono sue parole – l’intero capitale del Gruppo, fu Umberto Previti e l’unico scopo per il quale l’inventò consisteva – e consiste tutt’oggi – nell’aver abbattuto di una considerevole percentuale le tasse, ovvero il bottino del rapinoso fisco italiota ai suoi danni, con un meccanismo assolutamente legale. Queste, mi corregga se sbaglio, furono le ragioni che addusse a suo tempo, signor Berlusconi, per spiegare il motivo per cui il capitale della Fininvest è suddiviso così.
È una motivazione, però, che a molti appare quanto meno curiosa, se raffrontata – ad esempio – con l’assetto patrimoniale di un altro big dell’imprenditoria nazionale, Giovanni Agnelli, che viceversa ha optato da molti anni per una trasparentissima società in accomandita per detenere e definire i propri beni e quote del Gruppo Fiat.
In sostanza lei, signor Berlusconi, più volte ha ribadito che “dietro” le 22 Holding c’è soltanto la sua persona e la sua famiglia. Non avrò mai più motivo di dubitare di questa sua affermazione quando lei spiegherà con assoluta chiarezza le ragioni di una sua scelta a dir poco stupefacente.
Questa: c’è un indirizzo – a Milano – che lei, signor Berlusconi conosce molto bene. Si tratta di via Sant’Orsola 3, pieno centro cittadino. A questo indirizzo nel 1978 nacque una società fiduciaria – ovvero dedita alla gestione di patrimoni altrui – denominata Par.Ma.Fid.
A fondarla furono due commercialisti, Roberto Massimo Filippa e Michela Patrizia Natalini.
Detto questo, certo rammenta, signor Berlusconi, che importanti quote di diverse delle suddette 22 Holding verranno da lei intestate proprio alla Par.Ma.Fid. Esattamente il 10 % della Holding Italiana Seconda, Terza, Quarta, Quinta, Ventunesima e Ventiduesima, più il 49% della Holding Italiana Prima, la quale – in un perfetto gioco di scatole cinesi – a sua volta detiene il 100% del capitale della Holding Italiana Sesta e Settima e il 51% della Holding Italiana Ventiduesima.
Vede, signor Berlusconi, dovrebbe chiarirmi per conto di chi la Par.Ma.Fid. gestirà questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perché lei decise di affidare proprio a questa società tale immensa fortuna. Infatti lei – che è un attento lettore di giornali e ha a sua disposizione un ferratissimo nonché informatissimo staff di legali civilisti e penalisti – non può non sapere che la Par.Ma.Fid. è la medesima società fiduciaria che ha gestito – esattamente nello stesso periodo – tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e grande riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bonn, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Canneto Gaeta e altri boss – di area corleonese e non – operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale e nei sequestri di persona.
Quindi, signor Berlusconi, a chi finivano gli utili della Fininvest relativi alle quote delle Holding in mano alla Par.Ma.Fid.? Per conto di chi la Par.Ma.Fid. incassava i dividendi e gestiva le quote in suo possesso? Chi erano – mi passi il termine – i suoi “soci”, signor Berlusconi, nascosti dietro lo schermo anonimo della fiduciaria di via Sant’Orsola civico 37. Capisce che in assenza di una sua precisa quanto chiarificatrice risposta che faccia apparire il volto – o i volti – di coloro che per anni incasseranno fior di quattrini grazie alla Par.Ma.Fid., ovvero alle quote della Fininvest detenute dalla Par.Ma.Fid. non si sa per conto di chi, sono autorizzato a pensare che costoro non fossero estranei all’altro “giro” di clienti contemporaneamente gestiti da questa fiduciaria, clienti i cui nomi rimandano direttamente ai vertici di Cosa Nostra.

Berlusconi urla

Settimo quesito

E’ universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come imprenditore è “nato col mattone” per poi approdare alla televisione. Proprio sull’edificazione del network tivù è incentrato questo punto. Lei, signor Berlusconi, certamente ricorda che sul finire del 1979 diede incarico ad Adriano Galliani di girare l’Italia ad acquistare frequenze tivù. Lo scopo – del tutto evidente – fu quello di costituire una rete di emittenti sotto il suo controllo, signor Berlusconi, in modo da poter trasmettere programmi, ma soprattutto pubblicità, che così sarebbe stata “nazionale” e non più locale. La differenza dal punto di vista dei fatturati pubblicitari, ovviamente, era enorme. Fu un piano perfetto. Se non che, Adriano Galliani invece di buttarsi a capofitto nell’acquisto di emittenti al Nord, iniziò dal Sud e precisamente dalla Sicilia, dove entrò in società con i fratelli Inzaranto di Misilmeri (frazione di Palermo) nella loro Retesicilia Srl, che dal 13 novembre 1980 vedrà nel proprio consiglio di amministrazione Galliani in persona a fianco di Antonio Inzaranto. Ora lei, signor Berlusconi, da imprenditore avveduto qual è, non può non avere preso informazioni all’epoca sui suoi nuovi soci palermitani, personaggi molto noti da quelle parti per ben altre questioni, oltre la tivù. Infatti Giuseppe Inzaranto, fratello di Antonio nonché suo partner, è marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta. No, sia chiaro, non mi riferisco al “pentito Buscetta” del 1984, ma al super boss che nel ‘79 è ancora braccio destro di Pippo Calò e amico intimo di Stefano Bontale, il capo dei capi della mafia siciliana.
Quindi, signor Berlusconi, perché entrò in affari – tramite Adriano Galliani – con gente di questa risma? C’è da notare, oltre tutto, che i fratelli Inzaranto sono di Misilmeri. Le dice niente, signor Berlusconi, questo nome? Guardi che glielo sto chiedendo con grande serietà. Infatti proprio di Misilmeri sono originari i soci siciliani della nobile famiglia Rasini che assieme alla famiglia Azzaretto – nativa di Misilmeri, appunto – fondò nel 1955 la banca di Piazza Mercanti, la Banca Rasini.
Giuseppe Azzaretto e suo figlio, Dario Azzaretto, sono persone delle quali lei, signor Berlusconi, can ogni probabilità sentiva parlare addirittura in casa da suo padre. Gli Azzaretto erano – con i Rasini i diretti superiori di suo padre Luigi, signor Berlusconi. Gli Azzaretto di Misilmeri davano ordini a suo padre, signor Berlusconi, che per molti anni fu loro procuratore, il primo procuratore della Banca Rasini. Certo non le vengo a chiedere con quali capitali – e di chi – Giuseppe Azzaretto riuscì ad affiancarsi nel 1955 ai potenti Rasini di Milano, tenuto conto che Misilmeri è tutt’oggi una tragica periferia della peggiore Palermo, però che a lei Misilmeri possa risultare del tutto sconosciuta, mi appare inverosimile. Ora le ripeto la domanda: si informò sulla “serietà” e la “moralità” dei nuovi soci – il clan Inzaranto – quando tra il 1979 e l’80 diveranno parte fondamentale della sua rete tivù nazionale?

Ottavo quesito

Certo a lei, signor Berlusconi, il nome della società immobiliare Romana Paltano non può risultare sconosciuto.
È impossibile non ricordi che nel 1974 la suddetta, 12 milioni di capitale, finì sotto il suo controllo amministrata da Marcello Dell’Utri, perché proprio sui terreni di questa società lei darà corso all’iniziativa edilizia denominata Milano3.
Così pure ricorderà che nel 1976 l’esiguo capitale di 12 milioni aumenterà a 500; e che il 12 maggio del 1977 salirà ulteriormente a 1 (un) miliardo, e che cambierà anche la sua denominazione in Cantieri Riuniti Milanesi Spa. Come al solito, vengo subito al dunque: anche in questo ennesimo caso, chi le fornì, signor Berlusconi, questi forti capitali per aumentare la portata finanziaria di quella che era una modestissima impresa del valore di soli 12 milioni quando la acquistò?

Nono quesito

Lei, signor Berlusconi, certamente rammenta che il 4 maggio 1977 a Roma fondò l’Immobiliare idra col capitale di 1 (un) milione. Questa società, che oggi possiede beni immobili pregiatissimi in Sardegna, l’anno successivo – era il 1978 – aumentò il proprio capitale a 900 milioni. Signor Berlusconi, da dove arrivarono gli 899 milioni (4 miliardi e 45 milioni d’oggi, fonte Istat) che fecero la differenza?

Decimo quesito

Signor Berlusconi, in più occasioni lei ha usato per mettere in porto affari di vario genere – l’acquisto dell’attaccante Lentini dal Torino Calcio, ad esempio – la finanziaria di Chiasso denominata Fimo. Anche in questo caso, come nel precedente riferito alla Par.Ma.Fid., lei ha scelte una società fiduciaria – questa volta domiciliata in Svizzera – al cui riguardo le cronache giudiziarie si erano largamente espresse. Tenuto conto della potenza dello staff informativo che la circonda, signor Berlusconi., mi appare del tutto inverosimile che lei non abbia saputo, circa la Fimo di Chiasso, che è stata per lungo tempo il canale privilegiato di riciclaggio usato da Giuseppe Lottusi, arrestato il 15 novembre del 1991 mentre “esportava” forti capitali della temibile cosca palermitana dei Madonia. Così pure non le sarà sfuggito che Lottusi venne condannato a 2 anni di reclusione per quei reati. Tuttora è in carcere a scontare la pena. Ebbene, signor Berlusconi, se quel gangster fini in galera il 15 novembre del ‘91, nella primavera del 1992 – cioè pochi mesi dopo quel fatto che campeggiò con dovizia di particolari, anche circa la Fimo, sulle prime pagine di tutti i giornali – il suo Milan “pagò” una forte somma “in nero” – estero su estero – per la cessione di Gianluigi Lentini, e usò per la transazione proprio la screditatissima Fimo, fiduciaria di narcotrafficanti internazionali. Perché, signor Berlusconi?

Ecco, queste sono le domande. Risponda, signor Berlusconi. Presto. Come ha visto, di “pentiti” veri o presunti non c’è traccia negli 11 quesiti. Semmai c’è il profumo di centinaia di miliardi che tra il 1968 e il 1979 finirono nelle sue mani, signor Berlusconi. E tuttora non si sa da dove arrivarono. Poiché c’è chi l’accusa che quell’oceano di quattrini provenne dalle casse di Cosa Nostra e sta indagando proprio su questo, prego, schianti ogni possibile infamia dicendo semplicemente la verità. Punto per punto, nome per nome.

E’ un’occasione d’oro per farla finita una volta per tutte. Sappia che d’ora in poi il silenzio non le è più consentito né come imprenditore, né come politico, né come uomo.

MAX PARISI

 L'undicesima domanda, caro Max Parisi, la faccio io a te. Anzi, te ne faccio più di una.
  1. Come mai il tuo ex editore, Umberto Bossi, non ha più chiesto conto a quello che reputava un mafioso delle accuse da te così bene argomentate?
  2. Come accadde che la Lega cessò ogni ostilità nei confronti di Silvio Berlusconi, e poco tempo dopo entrò a far parte della stessa squadra di governo di chi sosteneva avere costruito un impero con i soldi della mafia?
  3. Come mai è sparita ogni traccia della tua inchiesta, e addirittura oggi il sito web de La Padania risulta molto opportunamente in ristrutturazione?
  4. Perché non riproponi le tue dieci domande, visto che non mi risulta Silvio Berlusconi abbia mai risposto, dalle frequenze della RAI?
 Restiamo in attesa di una tua risposta, che pubblicheremo volentieri sul blog.

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ritratto di Michele Nista

Silvio Berlusconi e' 1 schifoso assassino, si, lurido assassino

SILVIO BERLUSCONI E’ UNO SCHIFOSO ASSASSINO…..ECCO COME UCCIDONO SILVIO BERLUSCONI E SUOI MAF…ASCISTI BERLUSCONES…
“Da un mio commento a L’omicidio massonico parte 4. La legge del contrappasso e le morti in auto di Paolo Franceschetti”.
Questo post che parla di omicidi massonici mi tocca tantissimo: a me, i servizi rosacrociani, manco tanto segreti, ma di certo, ma..f..ascistissimi, di Silvio Berlusconi, tre volte cercarono di farmi fuori, anzi 4, ma li vorro’ svergognare bene, un tocco alla volta, senza mettere “troppa” canrne al fuoco, che rischierebbe di divenire indigesta, quindi, iniziamo con i loro 3 tentativi “ filo automobilistici” ( e questo, che possa sembrare esagerato, insano, o meno; ovviamente, insano, sembrera’ ai fratelluzzi complici di questi assassini della nazicamorristona Massoneria Modernazisa Rosacrociana Berlusconicchia). Due volte, i freni mi scomparirono e mentre andavo a passato 120 all’ora ( di certo, cosi’, uccisero il massone Nicola Trussardi; guarda caso, entrambe le volte, anche a me, la ” strana improvvisa sfortunatissima” scomparsa dei freni, che assicuro fa battere forte forte il cuore, per non dire che fa fare al resto, ~ capito’~ pure sulla Milano Venezia; come cosi’, son stra certo, uccisero pure il figlio del massone Sergio Pinifarina, parimenti massone Andrea Pininfarina; mentre con un suv, misero a tacere per sempre il massone Lorenzo Necci, bocca “Enimont”, da tappare, come ben prima tapparono le altre boccuccie ” massonico/Enimont..oniane” dei pur massonissimi Gabriele Cagliari e Raul Gardini; tutti i massononi di ” Enimont”, son morti, ben appunto, “massonicissimamente”, non fa pensare? solo ai complici dei massoni stessi, non fara’ pensare, immaginerei; come con un un tir, il massone porco mafioso Silvio Berlusconi, cerco’ di far uccidere poi il massone Virgilio De Giovanni, guarda caso, ex socio del massone pedofilo Silvio Berlusconi stesso e del massone, ooops, sorry, e della massona Marina Berlusconi, in Freedomland; e questo perche’ il massone Virgilio De Giovanni, al massone assassino Silvio Berlusconi, e al massone, ooops, sorry, alla massona Marina Berlusconi, ” ciulo’”, come si dice a Milano, 50 milioni di euro, attraverso il ” pacco massonicissimo” della super massonica Freedomland; invece, sparandogli alla tempia, non vi era infatti troppo tempo in quel caso, il massone parimenti killer Paolo Berlusconi, mise a tacere per sempre il massone Corso Bovio, in quanto lo stesso, minacciava di far sapere al Pianeta Terra che lo stesso massone criminalissimo mandante di omicidi, Paolo Berlusconi, riciclava e tutt’ora super ricicla oceani di danari mafiosi alla massonissima mafia; altro che suicidio; ben appunto, fu un suicidio, anzi, una suicidata massonica; come cosi’, di mezzi omicidi, mezzi suicidi massonici, possiam parlare coi casi di tantissimi altri: gia’ menzionato massone Raul Gardini, massone Gabriele Cagliari, ma anche di certo, uccisi massonicamente, lo son stati il massone Giorgio Panto, che, ooops, guarda caso, aveva litigato poco prima, furiosamente, con il massone mafioso pappone killer solito Silvio Berlusconi; stessa cosa valida per il massone Roberto Calvi, il massone Michele Sindona, il massone Stefano Bellaveglia, che oops, guarda caso, again and again, aveva pure lui, da poco, litigato in Hopa con il massone pervertito sessuale porco depravato omicida Silvio Berluisconi; same story per il massone Carmine Pecorelli, il massone Carlo Alberto Dalla Chiesa, il massone Enrico Mattei, il massone Pierpaolo Pasolini ( che non per niente, del massone Enrico Mattei stava scrivendo), il massone Alighiero Noschese, il massone Adamo Bove, ooops, guarda caso, scomodissimo al pagatore di prostitute, mega corruttore, riciclatore di danaro killer e ben probabilmente, pedofilo Silvio Berlusconi; discorso precedente validissimo pure per il massone Michele Landi, senza contare di quando il massone Silvio Berlusconi fece spappolare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, piu’ altre decine di uomini e donne che per loro lavoravano, solo perche’ i due avevan scoperto che lo stesso ppppp, porco putt.aniere pappone, probabilmente pedofilo Silvio Berlusconi, Gran Maestro di Massoneria Assassina, su input di Rotary, Lions clubs e neold pidue, nonche’ massonerie fascistissime varie, riciclava tonnellate di danaro assassino di Cosa Nostra americana e nostrana aaaaaaa; ve ne posso dare di inputs….; Il Cielo, e killer masson/Berlusconian/ mafiosi permettendo, obviously speaking). A SEGUITO DI CIO’, IL MECCANICO CHE ” ESAMINO’ IL CASO”, MI DISSE E SCRISSE CHE GLI STESSI FRENI ERAN STATI MANIPOLATI, DI CERTO, A FINI DOLOSI: A FINI UCCIDENTII!!! In un altro caso, invece ( evviva la varieta’, sorpresina, oleeee’), il motore mi mezzo esplose, da un momento all’altro, con l’auto che andava benissimo fino a un minuto prima dell’esplosione stessa. In quel caso dovetti andare dallo sfascia carrozze ( massonico o meno, egli fosse) e non dal meccanico. Vorrei far notare che il mafiosissimo-chic-massonicon pappone escortistone biscione di Canale 5, non aveva in bocca un serpentino, una rana, una cipolla, ma guarda caso, una rosuzza bedda, e non gialla, nera o viola, ma rossa, e che Licio Gelli, di certo mandante di stragi che han reso morti e invalidi decine di migliaia di italiani negli anni 70 ( per non parlare di quanti incito’ a uccidere e far massonicissimammente sparire in Sud America; con quelli, forse, il conto sale a 300.000 morti, con lui a far da “architetto” si, ma non del mondo, ma dell’omicidio massonico”), a ogni video, sul web, non manca mai di far notare rose rosse ovunque. Infine, qui a Londra, Freemasonry mi ha detto che non riconosce quasi nessuno in Italia, neanche il Grande Oriente d’Italia e di stare attentissimo alla ( mi han aggiunto) super omicida, e di estremissima destra, Massoneria di rito scozzese, facendomi notare che e’ quella del super massone Flavio Briatore, reso qualcuno, non per niente, dal massonissimo Luciano Benetton, e amatissimo pure, ooo che caso, again and again, dal massone scozzesone Marcello Dell’Utri, dal massone Lele Mora, dal massone Emilio Fede, dal massone Giampiero Fiorani ( che arrotondava rubando i cento euro alle pensionate; porco mafioso Berlusconicchio), dal massone criminale assassino, super sciacquone di danaro malavitoso, probabilmente pedofilo Silvio Berlusconi ( figlio dell’altrettanto massone mega riciclatore di danaro mafioso Luigi Berlusconi; google “Cosa Nostra Banca Rasini suino Luigi Berlusconi” a tal pro) e “ iamm bell”, direbbero nella massonissima Napoli, quella dei super massoni camorristi Elio Letizia e Noemi Letizia, intimissimi col massone ” ppppp”, ossia p.rco pappone pu…niere probabilmente pedofilo Silvio Berlusconi, che forse ho gia’ prima menzionato
Ps E io non sono mai stato un ideologista particolare, mai avuto o richiesto tessera di partito ( pur se non ho alcun timore a dire che mi son sempre sentito di centrocentrocentrosin, e piu’ prezzi dovro’ pagare nella modernazista ItaliA attuale, per questo motivo, PIU LO DIVERRO’!!!), mai stato antiniente e antinessuno a prescindere, ripeto, A PRESCINDERE, odio i pregiudizi e i paraocchi, ma “ppppp”, porco pu..aniere pappone probabilmente pedofilo Silvio Berlusconi quando vuole uccidere chiama mafia, camorra, ndrangheta e suoi servizi segreti maf..ascisti di Massoneria Rosacrociana. Meglio morto oggi stesso, ma sotto i porci assassini mafascisti Berluscones ikn silenzio mai. Occhio, nel gennaio 2008, ebbi un match che stra vinsi col pachiderma pazzo fascistissimo eversivo Giuliano Giulianazi Ferrara su un blog ( visto che lo feci a pezzi, poi, lo stesso, ovviamente, fece cancellare tutto), ed egli scrisse: “ col 6.2008 saremo al governo e vi ammazzaremo in carcere e coi polsi legati ai letti”. Francesco Mastrogiovanni e’ stato ammazzato e il tutto e’ previsto scientificamente dai porci assassini Berluscones. Niki Aprile Gatti e’ stato ammazzato e il tutto e’ previsto scientificamente dai porci assassini Berluscones. Stefano Cucchi e’ stato ammazzato e il tutto e’ previsto scientificamente dai porci assassini Berluscones.
Giuseppe Saladino e’ stato ammazzato e il tutto e’ previsto scientificamente dai porci assassini Berluscones. Roberto Maroni e’ il nuovo Adolf Hilter ( ed e’ pure ebreo sto schifoso traviato sessuale di Roberto Maroni) e il riciclatore di danaro mafioso Ignazio La Russa ( figlio del ancora piu’, riciclatore di danaro mafioso Antonino La Russa e amicissimo del ancor, ancoraa, ancora piu’ riciclatore di danaro mafioso Salvatore Ligresti) e’ il nuovo Augusto Pinochet, non vi ricordate come scrofava urlando poche settimane fa” debbono morire aaaa, possono morire aaaaa”. Michele Nista, meglio morto che sotto i porci assassimi modernazifascisti mafiondranghetaricamorristi Berluscones.
Ps Vi sembrano “esagerazioni”? Andatevi a leggere quello che imboscava il pompi.aro di Silvio Berlusconi Pio Pompa: “ coloro che criticano Silvio Berlusconi devono venire fronteggiati anche in maniera traumatica ( alias mortale)”. Saro’ il megafono della nuova democrazia e liberta’ italiana. Assassino criminale porco probabilmente pedofilo Silvio Berlusconi, ammetti subito, scusati e risarcisci, o ti rendero’ pattumiera mondiale, in ricordo del padre che mi facesti portar via nel 96 e tutto il male assassino che hai fatto a me dal 87 in qua. Tu sai che dico il giusto e il vero, non pensare di potere e/o riuscire a far fessi sempre tutti, io saro’ il tuo Davide mai reso a Golia
Nista Michele

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