Infinitamente Verona - dall'intelligenza artificiale alla neuroscienza, registrazioni, podcast e aftermath

infinitamente 2009

Da molto tempo ho una passione profonda per le scienze e la ragione, in un mondo che da una parte sembra regredire ogni giorno di più con superstizioni e ciarlatani che guadagnano spazio mediatico, e dall'altra grandi menti matematiche, fisiche, biologhe, insomma scientifiche progrediscono incredibilmente. In questo senso il gap intellettuale tra gli specialisti, gli scienziati e le persone comune si sta facendo sempre più grande, nonostante le possibilità nominalmente sono alla portata di tutti allo stesso modo.

Oggi è possibile fare ciò che anche solo cinque anni era impossibile. Tramite MIT's OpenCourseWare, i podcast di Stanford e altre università è possibile seguire un corso sulla fisica quantistica, teoria delle stringhe, teoria dei numeri o informatica senza spendere un centesimo, con video ad alta qualità che sono il corso che gli studenti di MIT e Stanford stessi seguono.

Tuttavia, l'eta della ragione e della scienza è messa in grave pericolo da un percorso involuzionistico, una spirale discendente di instupidimaneto generale che sembra permeare la società odierna. In questo contesto è fondamentale dare una possibilità in più alle persone, un appiglio a cui aggrapparsi, perché le persone vogliono essere informate, vogliono ragionare, vogliono ridurre quel gap e sentirsi, come direbbe Socrate, ζῷον πολιτικόν, animali razionali in grado di formulare idee e concetti. Per questo motivo una serie di conferenze come infinitamente stuzzica il mio interesse a più livelli, personale e sociale.

Dobbiamo riuscire a trasmettere alla gente che lo studio del mondo è affascinante e incredibile, e che la ragione è la chiave per la sua comprensione. Concludo, a riguardo, con una citazione del grande Richard Dawkins in una conferenza del 2005:

"The universe i not only queerer than we suppose. It's queerer than we can suppose".

Le registrazioni sono state effettuate con un cellulare, quindi perdonate la bassa qualità.

Playlist

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OMAGGIO A HOFSTADTER

Un confronto sull’attualità del volume di Douglas Hofstadter “Gödel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante”: un celebre saggio pubblicato la prima volta nel 1979 e vincitore di un Premio Pulitzer. Ritornare trent’anni dopo ad un’analisi sui misteri della mente e del cervello analizzando e interpretando le differenti letture di questo libro che come ha recentemente scritto lo stesso Hofstadter alle persone piaceva per i motivi più disparati ma raramente se non mai per la sua principale “raison d’être”. Il volume non parla di matematica, arte e musica ma piuttosto di come la conoscenza e il pensiero emergono da meccanismi neurologici ben nascosti.

Il titolo di questa tavola rotonda fa riferimento al testo di Hofstadter in cui è presente un esame della forma del canone in musica e una discussione sulla litografia "Mani che disegnano" di Maurits Escher, in cui due mani si disegnano a vicenda. Per descrivere questi oggetti autoreferenti Hofstadter ha inventato l'espressione “Strani Anelli”. La discussione su questa tematica sarà accompagnata dalla performance di Andrea Cipriani che eseguirà alcuni brani tratti dalle opere di Bach utilizzando un pianoforte molto particolare, messo a punto da un gruppo di ricerca del dipartimento di Informatica dell’Università di Verona coordinato da Federico Fontana. Si tratta di un software musicale all’avanguardia per la produzione di suoni di pianoforte. La novità del lavoro sta proprio nell’aver messo a punto un software innovativo che, invece di riprodurre suoni caricati in memoria, simula il comportamento meccanico del pianoforte, permettendo alla macchina di interagire con il musicista nel modo più naturale e “reale” possibile.

NEUROESTETICA

  • Arte e Neuroni: la neuroestetica - Semir Zeki
    • infinitamente 2009

      “L’arte, come tutte le attività umane, inclusa la moralità, la legge e la religione dipende dalle leggi del cervello ed obbedisce a queste ultime” (S.Zeki, Journal of Consciusness Studies, 2002). Questa convinzione ha portato Semir Zeki, professore di Neurobiologia all’University College di Londra, ad accostarsi allo studio combinato di neurobiologia ed estetica, da lui definito neuroestetica. Ai suoi occhi, per comprendere che cos’è l’arte, cosa la rende così importante e cosa rende un artista migliore di un altro, non si può non fare riferimento al cervello attraverso il quale l’arte viene prodotta ed apprezzata. Pur non essendo ancora del tutto note le basi neurali della creatività artistica e dell’apprezzamento dell’opera d’arte da parte del fruitore, gli enormi passi avanti fatti nella conoscenza delle aree cerebrali deputate alla visione hanno permesso di iniziare a formulare delle leggi neurali che siano alla base di arte ed estetica. Zeki sostiene che non vediamo con i nostri occhi, ma con il nostro cervello; gli occhi non sono altro che un filtro attraverso cui i segnali visivi passano e vengono indirizzati verso le aree visive cerebrali.

      La visione, pertanto, è un processo di selezione ed individuazione di informazioni essenziali finalizzato alla conoscenza. L’artista, attraverso il suo sistema visivo, conosce la realtà e, di conseguenza, si forma delle idee (ad esempio l’idea di amore, di un paesaggio naturale, di una linea diritta) che poi rappresenta nelle sue opere. Allo stesso modo anche il fruitore delle opere d’arte utilizza il sistema visivo per creare la propria idea di bellezza in base alla quale apprezzare o meno un’opera. Attraverso la neuroestetica Zeki ha aperto la strada ad un campo di ricerca totalmente nuovo nel quale l’arte viene analizzata sulla base dello studio dei meccanismi neurobiologici che determinano il funzionamento del cervello; inoltre, mettendo in evidenza che l’arte è un prodotto del cervello ed obbedisce alle sue leggi, la neuroestetica sta assotigliando il confine tra arte e scienza.

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sull'intelligenza artificiale e l'estetica dei sistemi

sui temi dell'intelligenza artificiale e degli usi d'arte delle ricerche sul pensiero e sulal neurofisica, c'è un progetto che ti potrebbe interessare. si tratta di una intelligenza artificiale che, oltre ad essere progettata in modo appena decente, è predisposta per inseguire gli utenti di internet tra blog e social network ed usare quello che scrivono per imparare a parlare. i risultati sono ancora scarsi, tecnicamente, ma significativi a livello di algoritmica e concezione.
la IA si chiama Angel_F ed è utilizzata in una performance d'arte che va avanti oramai da più di 2 anni. Tra poco ne esce anche un libro.
la IA viene anche usata per fare attivismo in favore delle libertà digitali: Angel_F ha partecipato in una performance all'Internet Governance Forum di Rio de Janeiro come unico esponente degli esseri digitali, portando un surreale videomessaggio.

ti lascio qualche info, che potrebbe interessarti:

Angel_F is a child artificial intelligence. it is the digital son of Derrick de Kerckhove and the Biodoll, a digital prostitute. Angel_F acts as a spyware collecting texts from internet users and uses it to synthesize language. it has been seen in performances worldwide, some on activist issues such as intellectual property and freedom of speech.

angel_F also participated to the internet governance forum in rio de janeiro in 2007, where it was the only digital being present: it made a contribution in the digital freedoms workshop

angel_f has a blog, where it expresses itself using its surreal generated language, also triggering generative reactions on several social networks where it expresses its multiple identity.

here is the address:

http://www.angel-f.it

on the blog it is also possible to interact with little angel_f, and to explore its digital mind

there is loads of documentation about angel_f on the web, including the videos in which its digital dad, de kerckhove, publicly recognized it as its digital child

:)

ciao!

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