Dichiarazione di voto - Elezioni 2008 FAQ
Potrebbe anche interessarti...
Eccoci arrivati, 13 aprile 2008. Elezioni. Per così dire. Negli ultimi giorni ho avuto svariate accese discussioni con amici, ho deciso di trattare questo post in stile FAQ.
Votare?
Beppe dice di non votare. Forse ha un suo senso, ma non sono d'accordo. Votare è l'unico strumento che abbiamo per far sentire la nostra volontà, l'ultimo barlume di sovranità popolare che in questo paese sta scomparendo ogni giorno sempre più. Attualmente stiamo vivendo oggettivamente nell'illegalità.
Il 13 e il 14 aprile non potremo votare il candidato. Si sono messi d'accordo e con una legge anticostituzionale si eleggono fra di loro. Questa legge porcata è di tutti: del centrodestra che l'ha fatta, del centrosinistra che non l'ha abrogata in due anni di governo, del Presidente della Repubblica che ha indetto le elezioni prima del referendum sulla nuova legge elettorale. rif.
Tuttavia non credo che il non voto sia giusto. Se fosse anche solo uno a votare in tutta Italia poco importa, chi vince vince. Punto. Non è che provo qualcosa a qualcuno non andando a votare, semplicemente sarò una statistica Martedì mattina l'affluenza è stata di X. Non è un referendum, che X sia 30 milioni o che X si 1 è la stessa cosa. Primo scoglio superato, passiamo oltre.
A che serve votare? Tanto i politici sono tutti uguali.
La classica frase che senti ovunque. Al bar, alla stazione dei treni, all'università, al lavoro tra un caffè e una fotocopia. Non è vero che tutti i politici sono uguali, è una generalizzazione semplicistica delle più banali e stupide che si possano dire. E poi non sopporto quando si dice "Certo non tutti sono così, c'è sempre qualcuno bravo e altri no." OK, ovvio, ma ci sono oggettivamente partiti patologicamente pieni di delinquenti, condannati, maneggioni e corrotti. E non per dubbio, non "tutti ne hanno dentro" oppure "è così dappertutto". Siamo seri, parliamo di numeri. UDC e PDL son patologicamente partiti farciti di mafiosi, corrotti, delinquenti e condannati di ogni genere. Ci sono anche brave persone, ma che cavolo di scusa è? Ad oggi esistono solo due partiti puliti: Italia dei Valori e Per il Bene Comune.
Non ho gradito particolarmente la quasi totale esclusione di "Per il Bene Comune" dai mezzi di informazione tradizionale, tanto meno dal sito di Antonio di Pietro, che si bulla di essere l'unico partito a condannati zero, quando effettivamente sono due. Anche Travaglio ha dimenticato questo dettaglio, forse non considerano PBC degno di nota perché se va bene prende l'1%, ma a sto punto perché mai considerare Aborto No Grazie? In questa circostanza entrambi mi hanno un pochino deluso.
A parte la questione condannati gli unici partiti che hanno un po' di credibilità sono IDV e PBC. Il primo per aver dimostrato negli anni una continua consistenza e trasparenza in quasi tutto il suo operato, onestà e coerenza, vero dialogo con gli elettori, checché ne dicano i maliziosi e i disinformati. Il secondo perché si presenta senza pretese e finalmente senza un fine secondo, ma solo un fine primo: basta leggere il loro programma o il curriculum dei suoi candidati. La scelta ricade su uno di loro, che tratterò separatamente.
Italia dei Valori - elezioni FAQ
IDV è alleato col PD, quindi è come votare PD.
Non è vero. Votare IDV significa votare IDV, quindi se avrà molti voti avrà molte persone "scomode" in parlamento che si opporranno ai giochi di potere, che denunceranno i furbetti del quartierino, che voteranno contro le varie leggi vergogna , come hanno già fatto in passato e come hanno dimostrato di avere serietà e coerenza, cosa che gli altri partiti no hanno fatto. Basta guardare chi ha votare per l'indulto, per le leggi salva Previti e dell'Ultri, per la depenalizzazione del falso in bilancio, per il condono fiscale, per una legge elettorale porcata. Troverete i soliti ignoti: PD, PDL, Lega, UDC e via dicendo.
Allora sei d'accordo con tutto quello che IDV dice? Non sai che ci sono questioni poco chiare da risolvere?
Me ne rendo conto, quoto marco Travaglio su questo punto.
"Due anni fa votai per l’Italia dei Valori, soprattutto perché nel mio Piemonte candidava Franca Rame, persona straordinaria che sono felice di aver contribuito a mandare al Senato. Credo proprio che anche stavolta tornerò a votare per il partito di Antonio Di Pietro. Conosco le obiezioni dei critici: la gestione padronale e personalistica del partito, da cui molti si sono allontanati; la caduta di stile di far prendere al partito una sede in affitto in uno stabile di proprietà dello stesso Di Pietro; la candidatura di personaggi come Sergio De Gregorio e Federica Rossi Gasparrini, puntualmente usciti dall’Idv dopo pochi mesi dall’elezione; l’adesione di Di Pietro, come ministro delle Infrastrutture, al progetto del Tav per le merci in Valsusa (sia pure dialogando con le popolazioni e discutendo di un possibile nuovo tracciato, alternativo al famigerato «buco» da 54 km a Venaus); la decisione di non chiudere la società Stretto di Messina, pur con la contrarietà ribadita al progetto del ponte; il no alla commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del G8 (secondo me sacrosanto, visto che le commissioni parlamentari in Italia servono a confondere le acque e a ostacolare le indagini della magistratura; ma maldestramente motivato con la richiesta di indagare anche sulle violenze dei black bloc, quasi che il parlamento dovesse occuparsi dei reati dei cittadini comuni). Per essere chiari: voterei molto più volentieri per un Einaudi o un De Gasperi redivivi. Ma, in attesa che rinasca qualcuno di simile e riesca a entrare in politica, penso che l’astensione – da cui sono stato a lungo tentato – finisca col fare il gioco della casta, anzi della cosca. Il non voto, anche se massiccio, non viene tenuto in minimo conto dalla partitocrazia: anche se gli elettori fossero tre in tutto, i partiti se li spartirebbero in percentuale per stabilire vincitori e vinti. E infischiandosene degli assenti, che alla fine hanno sempre torto. Dunque penso che si debba essere realisti, votando non il «meno peggio», ma ciò che si sente meno lontano dai propri desideri.
A convincermi a votare per l’Idv sono le liste che ha presentato Di Pietro, che ospitano diverse persone di valore, alcune delle quali sono amici miei, di MicroMega, dei girotondi e di chi ha combattuto in questi anni le battaglie per la legalità e la libertà d’informazione. Ne cito alcuni.
C’è Beppe Giulietti, animatore dell’associazione Articolo 21 contro ogni censura ed epurazione, dunque scaricato dal Pd che gli ha preferito addirittura Marco Follini, ex segretario dell’Udc ed ex vicepremier di Berlusconi, come responsabile per l’Informazione: quel Follini che ha votato tutte le leggi vergogna, compresa la Gasparri che è il principale ostacolo alla libertà d’informazione. C’è Pancho Pardi, che ho incontrato la prima volta al Palavobis, poi in tutti i girotondi e che mi auguro di reincontrare quando – se, come temo, rivincerà Berlusconi – ci toccherà tornare in piazza. C’è la baronessa Teresa Cordopatri, simbolo della lotta alla ’ndrangheta in Calabria. C’è, a Napoli, un sindaco anticamorra come Franco Barbato, che ha militato nel progetto di lista civica nazionale insieme a tanti altri amici. C’è Leoluca Orlando, che in quanto ad antimafia non teme confronti. Non ci sono, in compenso, alcuni personaggi discutibili che si erano avvicinati all’Idv, e che sono stati respinti o non ricandidati. E poi ci sarebbero anche Beppe Lumia e Nando Dalla Chiesa, ai quali Di Pietro aveva offerto un posto nella sua lista in Sicilia dopo l’estromissione (nel primo caso provvisoria, nel secondo definitiva) da quelle del Pd, che in compenso ospitano elementi come Mirello Crisafulli, l’amico del boss di Enna: alla fine, grazie anche all’Idv, Lumia è rientrato nel Pd, mentre Nando ha rispettabilmente deciso di declinare l’offerta. E poi c’è Di Pietro che, pur con tutti i suoi difetti, ha saputo pronunciare – da ministro e da leader di partito – una serie di «no» molto pesanti contro le vergogne del centro-sinistra. No all’indulto extralarge salva-Previti, salva-furbetti, salva-corrotti e salva-mafiosi. No al segreto di Stato e al ricorso alla Consulta sul sequestro Abu Omar contro i giudici di Milano. No alla depenalizzazione strisciante della bancarotta tentata da qualche ministro furbetto. No agli attacchi contro De Magistris e Forleo. No al salvataggio di Previti alla Camera (il deputato Idv Belisario, per un anno e mezzo, è stato il solo con il Pdci a chiedere la cacciata del pregiudicato berlusconiano, mentre gli altri facevano i pesci in barile). No al salvataggio di D’Alema e Latorre da parte della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera (lì il dipietrista Palomba s’è pronunciato per autorizzare le intercettazioni Unipol-Antonveneta-Rcs, senza se e senza ma). No all’inciucio mastelliano sulla controriforma dell’ordinamento giudiziario e a tutte le altre porcate del cosiddetto ministro della Giustizia ceppalonico.
No all’inciucio in commissione Affari costituzionali per la legge-truffa di Franceschini e Violante sul conflitto d’interessi (anche qui, solo il Pdci con Licandro e l’allora Ds Giulietti han tenuto botta con l’Idv). No alla limitazione delle intercettazioni telefoniche e no – dopo un’iniziale esitazione alla Camera – alla legge-bavaglio di Mastella & C. contro la pubblicazione delle intercettazioni e degli altri atti d’indagine fino al processo. No all’aumento del finanziamento pubblico dei partiti e al colpo di mano tentato in tal senso dai tesorieri di tutti i partiti (tranne quelli dell’Idv, Silvana Mura, e della Rosa nel pugno, Fabrizio Turco). No al comma Fuda che assicurava la prescrizione agli amministratori pubblici indagati dalla Corte dei conti per infrazioni contabili.
Come ministro delle Infrastrutture, poi, Di Pietro ha bonificato quel lombrosario che era prima il vertice dell’Anas, cacciando gli inquisiti e i condannati e denunciando i responsabili di certi ammanchi. Ha razionalizzato la miriade di progetti faraonici ereditati da Lunardi, concentrando le poche risorse disponibili su alcune opere davvero necessarie. E, in campagna elettorale, è stato il solo a dire papale papale che Rete 4 deve andare sul satellite e che bisogna applicare immediatamente la sentenza dell’Alta Corte di Giustizia europea di Lussemburgo che, dichiarando illegittime le proroghe concesse a Mediaset dal 1999, privano da nove anni Europa 7 di Francesco Di Stefano delle frequenze necessarie per trasmettere. Infine, last but not least: sia che vinca Berlusconi sia che Pdl e Pd arrivino al pareggio e magari tentino un bel governissimo di larghe intese, mi auguro che arrivi in parlamento una pattuglia di guastatori capaci di fare opposizione con fermezza e competenza sui due temi cruciali, la libertà d’informazione e la giustizia uguale per tutti. Di gente così ce n’era anche nel Pd, ma è stata scientificamente eliminata con una specie di pulizia etnica. Ricordiamoci quel che accadde nel 2001, quando l’Idv mancò il quorum per un soffio: l’unica vera opposizione al regime berlusconiano non era in parlamento (a parte i cani sciolti alla Dalla Chiesa e alla De Zulueta, ora scomparsi dalle liste), ma in piazza. Se stavolta entrano in parlamento Di Pietro, Orlando, Pardi, Giulietti, Cordopatri, Mura e qualcun altro come loro, è meglio per tutti."
Per il Bene Comune - elezioni FAQ
PBC è l'ennesimo micorpartito e non ha motivo di esistere
Non è vero. Il paese è stato distrutto negli ultimi 20 anni dalla classe politica attuale, quindi a rigor di logica sono loro i partiti che dovrebbero sparire. PBC non è come il partito di Ferrara o come quei micorrigurgiti della casta finanziata con soldi pubblici, assoggettati al volere dei potenti. Stefno Montanari non è come Ferrara, non si fa pagare con i nostri stipendi un giornale di merda che spara sentenze e lecca le scarpe al padrone psiconano. Non fa il sindaco per il partito comunista e poi si presenta con Forza Italia. Non è in politica da decenni. Non fa cacciare via Luttazzi per una battutaccia su di lui. Siamo seri. Leggete il loro programma guardate in faccia i candidati, sentite cosa dicono. Sono effettivamente uno dei pochi partiti che ha senso. Ecco i partiti che dovrebbero sparire: PD, PDL, Lega, UDC, Sinistra arcobaleno.
Votare PBC non serve a niente, è come buttare via il voto
Non è vero. E' molto improbabile che arrivi al 4% alla camera, e ancora meno probabile che arrivi al 8% al senato. OK, vero, ma solo perché il 95% dei votanti non li conoscono, non li hanno mai visti in TV e mai sentiti parlare. Se la legge sulla par condicio fosse stata rispettata e al gente votasse con coscienza e conoscenza non avrebbe difficoltà a prendere una buona quota. Inoltre, se anche quelli che sarebbero propensi a votare PBC ritengono sia inutile non arriverebbero allo 0.1%, farebbero una magrissima figura, dimostrerebbero che l'Italia no è pronta per una lista di vere persone brave ed oneste. Inoltre se non raggiungono l'1% non riescono nemmeno ad avere il rimborso delle spese elettorali. La spesa totale di PBC per la campagna elettorale è 70 mila euro, cifra che Veltroni o Berlusconi spendono solo in volantini e cartelloni in una città di media grandezza. Con i nostri soldi, le nostre tasse.
A me sembrano tutti uguali: cosa c'è di veramente diverso in PBC?
Mettono la salute fisica e mentale dei tutti noi al primo posto. Fisica per il rispetto per l'ambiente, cosa che nessun altro fa, NESSUNO, specialmente i Verdi (più che verdi sono marroncini, forse anche un po' grigio cemento.). Mentale perché cercano di ripristinare i la pluralità di informazione, il buon senso e il rispetto per la Costituzione, che viene giornalmente calpestata.
Hanno esempi molto pratici e concreti per trovare i soldi e sistemare il paese, non fanno fumosi discorsi da imbecilli con false statistiche e dati a metà come Berlusconi o Veltroni. Tre esempi, presi dal sito di PBC.
La follia delle “auto blu”
In Italia circolano oggi 570.000 "auto blu" (comprese quelle di Regioni, Province e degli Enti locali). Negli Stati Uniti, le auto blu sono complessivamente circa 70.000. Lasciamone pure circolare 70.000, come negli USA, e mettiamo all'asta le 500.000 vetture in esubero a partire da 10.000 euro l'una.
(500.000 auto) x (10.000 euro/auto) = 5.000.000.000 di euro (cinque MILIARDI di euro).
Con questi cinque miliardi di euro possiamo installare GRATIS non meno di 5 milioni di metri quadrati di pannelli solari fotovoltaici sui tetti delle case degli italiani, per cominciare ad autoprodurci l'energia elettrica e risparmiare così sulle bollette elettriche. Poi... Ogni auto blu costa allo Stato (cioè a noi) circa 70.000 euro all'anno (benzina, pedaggi, garage, manutenzione, revisioni, bollo, assicurazione, bollino, blu ecc.), secondo un'indagine realizzata nel 2001 dal consulente Luigi Cappugi, su incarico dell'allora Presidente del Consiglio. Sono dati ufficiali. In altre parole, ogni anno per le sole auto blu, viene speso l'equivalente di una grossa manovra finanziaria (che per noi contribuenti significa sempre una cosa sola, cioè "tasse").
Ora chiediamo... Se una finanziaria, che a noi costa tanto lavoro, non è nemmeno sufficiente a mantenere le auto blu in circolazione, dove vogliamo andare?
L’inganno del CIP 6
I 55 miliardi di euro del finanziamento CIP 6 (circolare n° 6/1992 del Comitato Interministeriale Prezzi) proviene dalle bollette dell’energia elettrica degli Italiani, nella misura di circa il 7% del totale. Questi miliardi dovrebbero essere destinati allo sviluppo e alla ricerca delle energie rinnovabili (come il sole e il vento), che invece - grazie all’aggiunta nella circolare della parola “e assimilate” - vengono utilizzate per finanziare gli inceneritori. Come se bruciare delle risorse, trasformandole in ceneri tossiche e polveri invisibili (nanopolveri) dannosissime (causa di nanopatologie), consistesse in un’energia rinnovabile. Noi ci battiamo per chiudere gli inceneritori e riportare i 55 miliardi di euro agli investimenti sulle energie (davvero) rinnovabili.
Evasione e videopoker
98 miliardi di euro di tasse che l’industria dei videopoker illegali, in quanto tale, non versa all’erario. Secondo il rapporto di una commissione di inchiesta parlamentare e secondo gli uomini della Guardia di Finanza, infatti, tra imposte non pagate e multe non riscosse, le società concessionarie delle slot machine devono allo Stato tale somma. Si tratta di una delle più grandi evasioni della storia d’Italia. Con i 98 miliardi recuperati da tale evasione, si potrebbe...
- costruire metropolitane in tutte le principali città d’Italia; oppure
- comprare 1.000 canadair per spegnere gli incendi boschivi; oppure
- ammodernare cinquecento ospedali; oppure
- organizzare quattro olimpiadi; oppure
- realizzare impianti fotovoltaici capaci di fornire energia elettrica a milioni di persone; oppure
- costruire la migliore rete di ferroviaria del mondo.
Solo questi tre semplici esempi, messi insieme, fanno circa 160 miliardi di euro (con le auto blu siamo molto bassi a stima), quasi cinque finanziarie. Quindi, per favore, caro Veltrusconi, quando dici di voler abbassare le tasse o altre baggianate simili, abbassa la testa, stai zitto, vergognati e comincia a parlare di cose serie, tangibili.
Banche, fondi dormienti e Signoraggio
My god, PBC è l'unico partito che abbia sentito che parla del più grosso problema che strangola il sistema economico finanziario. E non mi riferisco del signoraggio alla Sandro Pascucci (da cui prendo bene le distanze, sia ben chiaro). Dal loro programma:
Utilizzo dei Fondi Dormienti, delle riserve auree e monetarie acquisite dalla Banca D'Italia, e dei diritti di Signoraggio che ora la Banca d'Italia incamera, dalla BCE, al posto dello Stato Italiano.
Elezioni 2008 - Conclusioni
Votare per la prima volta una lista con la quale mi identifico completamente ma a dispersione di voto molto probabile o tapparmi il naso e votare per il buon partito con qualche pecca che però può davvero dare fastidio ai delinquanti e ai maneggioni in parlamento? La scelta è davvero difficile. Le ultime vergognose dichiarazioni di Belusconi contro Di Pietro e la risposta a dir poco signorile di quest'ultimo insieme alle considerazioni di realismo al senato mi fanno proprendere per IDV, nonostante fino ad un paio di giorni fa ero certo di aver preso come decisione PBC. Non è facile. Poi sinceramente mi fa paura Grillo, con la sua uscita di nomi e cognomi di eletti al Senato e alla Camera. Se avesse ragione, se davvero avesse predetto quasi tutti i nomi vorrebbe dire che non solo non possiamo scegliere il candidato, ma che non possiamo neanche scegliere il partito, che i giochi sono già stati fatti.
Comunque vadano le cose, ora vado a votare. Credo che sceglierò nella via verso il seggio, guardando fuori dal finestrino, o magari mentre passo tra le dita la matita color legno e sfrego con la mano sinistra la scheda elettorale. Non lo so ancora. Comunque vada, voterò con coscienza.







Commenti
Invia nuovo commento