Grillo Travaglio Chiesa e De Magistris al parlamento Europeo a Strasburgo

Secondo show di Beppe al parlamento Europeo. Nella prima volta nacque il v-day, Beppe si lanciò in uno show si un'ora e mezza di fronte ad un pubblico divertito ed interessato. Era una sorta di spettacolo, una relazione pseudounivoca, non c'era discussione né contraddittorio. Questa volta volta è stato molto diverso. I signori Marco Travaglio, Luigi De Magistris, Giulietto Chiesa e Giuseppe Grillo hanno parlato a Strasburgo per identificare un problema ben preciso, non per denunciare una serie di fatti in un contesto molto ampio. È decisamente cosa più facile fare il castigatore generale in un contesto come quello Italiano, pieno di contraddizioni, corruzione e ipocrisia, oggettivamente più ingente che negli altri paesi UE.

Cosa c'è stato di diverso quindi?

Non mi è piaciuto. Un Beppe troppo impulsivo, aggressivo. Non si è fatto capire. Io ormai lo conosco, so come prenderlo, so cosa vuole dire e filtro il come lo dice. Noi °Grillini° siamo abituati al personaggio, anzi alla persona proprio. Beppe è un grosso orsetto di sessant'anni che suda, sputa, urla, ci fa ridere, ci fa sorridere e ci fa pensare. Sappiamo quando provoca e quando è serio, quando dice qualcosa ne cogliamo la sfumatura giusta, conosciamo lui e la sua natura propositiva, ottimistica, sotto il velo polemico. Evidentemente gli altri non sono così.

Mi è davvero spiaciuto vedere un vero "uomo d'onore" (ripeto, vero nell'accezione originale della parola onore, non quella distorta contemporanea) come Fava, uno dei pochi uomini politici onesti, affidabili e che si danno un sacco da fare. Non solo denunciano, ma indagano, portano dati oggettivi, combattono con coraggio e costanza. Per darvi un'idea, Ricca spiega perché Fava è un galantuomo.

Ci saremmo aspettati che Grillo e Fava andassero d'accordo, giusto? Invece non è stato così. Non si sono capiti.

Il problema è essere in grado di contestualizzare. Mettere in prospettiva.

La situazione è poi degenerata. Ecco arrivare i soliti cafoni, quelli che portano attacchi personali del tutto fuori luogo, ingiustificati, senza senso. Speravo che almeno gli italiano in Belgio sarebbero stati diversi, a quanto pare non è così.

Vorrei fare un appello generale: per favore smettetela di dire "No, non è sempre così, ci sono casi e casi". Basta! Lo sappiamo tutti che "dipende dai casi" e "non tutti sono così", è ovvio che c'è sempre l'eccezione. Se non avete nemmeno la lungimiranza da capire che si parla del sistema generale, ovvero "la maggior parte dei casi". Se Beppe dice che gli Italiani non sanno gestire i soldi perché vanno in mano alle mafie NON significa che TUTTI quanti al governo sono mafiosi o che tutti sono dei ladri. Cristo Santo, vuol dire che se succede non è l'eccezione ma la regola, poi quelli onesti ci sono sempre. Il problema è la quantità. In Italia gli onesti sono troppo pochi, o almeno quelli ai vertici. Chi è bravo e onesto tipicamente non è al potere, non per coincidenza, ma per un motivo ben preciso di selezione naturale scremature per arrivare in alto nelle cariche istituzionali. La prova che questa considerazione è supportata da fatti e non è una semplice impressione è rappresentata dai recenti eventi con il ministro di grazia e giustizia.

Cosa succede quando un magistrato indaga su Marco Rossi che ha commesso un crimine? La giustizia segue il suo corso. Cosa accade invece quando si indaga sul presidente del consiglio e sul ministro di grazia e giustizia e sul loro possibile coinvolgimento in azioni di finanziamento illecito, tangenti e falso in bilancio? Gli si toglie l'indagine. Preventivamente. Nel senso che previeni che venga scoperta la verità. Allora qui non si tratta di eccezioni, ma il sistema è marcio alla radice e qualcosa va cambiato. Radicalmente. Non basta individuare i singoli casi e vederli uno per uno. Sono troppi, LORO sono troppi e troppo ben organizzati. Una vera associazione per delinquere centralizzata con sede a Montecitorio, di cui non tutti i parlamentari fanno parte però. Sono i soliti venti/trenta che decidono tutto per tutti. Non è che ti obbligano, ma ti mettono nella condizione di.

Risolvere il conflitto di interessi, ah! Ripetete con me: Berlusconi non è IL conflitto di interessi in Italia. E' solo il più evidente, forse il il più grosso e schifoso per singola persona. Ma il vero conflitto d'interessi è radicato nelle istituzioni, nelle università, nelle province, nelle gare d'appalto, nei giornali, nella finanza. Risolviamo il conflitto di interessi e il resto verrà da se, Berlusconi incluso, ma non è l'unico. La sinistra gioca proprio du questo, si nasconde dietro ad un dito evitando di risolvere il problema alla radice.

Commenti

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Tag HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd> <img>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.

CAPTCHA
This question is for testing whether you are a human visitor and to prevent automated spam submissions.
 __   __  _   _____ __  __      _        
\ \ / / (_) |__ / \ \/ / | | ___
\ V / | | / / \ / _ | | / __|
| | | | / /_ / \ | |_| | | (__
|_| |_| /____| /_/\_\ \___/ \___|
Enter the code depicted in ASCII art style.