Le molte facce di Verona - violenza bellezza e distorsione dei giornali

Verona love is in the air

Cos'è Verona? O meglio ancora, chi è Verona? Verona è una ragazza giovane, capelli biondi e viso delicato, sorriso pungente e sarcastico, un po' pazzerella e molto diverte. Verona è un neonazi, skinhead, un violento. Verona è una signora anziana che ti offre un sorriso tutte le mattina quando vai a prendere il pane, ti prende la mano con dolcezza e ti dice quanto sei bravo. Verona è un figlio di papà, auto con alettone posteriore, subwoofer a coni da 18 pollici e stemma della lega sul parabrezza. Verona è un collega che tornando dal pranzo ti porge una coppa gelato all'amarena, ma è il tuo compleanno? Nono, così, mi andava. In fondo Verona non è tanto diversa da molti altri posti. Gli eventi degli ultimi giorni hanno dato largo spazio ai portatori di disinformazione, che hanno dato sfogo alla loro creatività giornalistica nelle varie forme e colori.

C'è chi vuole demonizzare quei quattro ragazzi, chi minimizza, chi li difende e chi va oltre alla facciata dei giornali, oltre all'arena e al finto balcone di Giulietta e fa un'analisi più approfondita. Alcuni baluardi della disinformazione (il Corriere della sera e il Messaggero) hanno manipolato le foto dei quattro giovani veronesi per farli sembrare più cattivi e agguerriti. Bene. Focalizziamo l'attenzione sulle stupidaggini, sulle minuzie, demonizziamo quattro persone, diamo la possibilità a molti di lamentarsi di quest'ultimo fatto e dimentichiamoci del vero problema, della radice di tutto. Sì perché non sono tutti così a Verona, ma non sono nemmeno un caso isolato. Ognuno di noi deve essumersi le proprie responsabilità. Quando non affittiamo la casa a stranieri, anche se regolari lavoratori onesti. Quando affittiamo la casa a irregolari stranieri disonesti. Quando guardiamo male qualcuno sull'autobus solo perché ha dei pantaloni che non ci piacciono o la pelle troppo scura. Ah ma io non gli farei mai niente, io sto qui, loro lì, tutti felici, io sono tollerante. No. Tolleranza non vuol dire rispetto, non vuol dire accettazione e non vuol dire amore. Quella è tacita sopportazione. Una società civile non si basa su una infastidita sopportazione.

Giuseppe d'avanzo scrive " Puoi essere picchiato per un nonnulla. Puoi prendere una bottigliata in testa per un amen. Non importa la ragione occasionale. Non è quello che conta. Non è per lo spino rifiutato che muore Nicola. Nicola muore, dicono, "perché ha il codino", perché dunque è diverso, perché "non è conforme" e gli (improvvisati o professionali) addetti al futuro della città e alla custodia del suo passato e delle sue risorse escludono i diversi: "diverso - dice il procuratore Guido Papalia - è non solo il diverso per razza, ma diverso perché si comporta il mondo diverso; pensa diversamente; ha un atteggiamento diverso; si veste in modo diverso e quindi non può convivere nel centro della città che i razzisti vogliono chiusa ai diversi". In uno stato di smarrimento sociale, si radunano per difendersi le persone spaventate - la paura è coltivata con sapienza a Verona che molto ha faticato per raggiungere il benessere di oggi. Passano all'azione in nome di "un'identità minacciata". Identità, insegna Zygmunt Bauman, è un concetto agonistico. È come un grido di battaglia. Fragile e perversamente "coraggioso", Raffaele sente quel grido, lasciata l'aula del "Maffei" e le fatiche democratiche di "maffeiano".

Lo sente allo stadio dove impiccano il fantoccio di un calciatore "negro". Lo ascolta forte nella propaganda dei "nazistoni" del "Blocco studentesco". Lo intende nello stile di vita dei suoi compagni di bevute e di scorribande notturne tra le stradine della città. Afferra quel sentimento nella pianificazione del prossimo pestaggio, nelle risate, nella soddisfazione che segue. Raffaele avverte soprattutto che quel che fa, quel che pensa è condiviso perché in città c'è un sentimento che non lo biasima e non lo biasimerà. Hanno ragione Giulia e Simone.

È "politico" tutto questo? Quale ipocrita può negarlo: certo che lo è. E non vuol dire che ci sia un partito politico, una fazione di un partito politico, un gruppuscolo che organizza o programma quelle violenze. Vuol dire che c'è a Verona una "cultura" dell'esclusione che irrigidisce e sorveglia il confine tra "noi" e "loro" e "loro" diventano anche quei veronesi - moltissimi, e tra i moltissimi Nicola - che rifiutano o non avvertono il "potere seduttivo" di quell'"appartenenza".

È difficile contestare che il sindaco di Verona, Flavio Tosi, alimenti la "naturalezza" di quel grido di battaglia "identitario". Che diffonda il presupposto che "si appartiene per effetto della nascita". Non per altro, qualsiasi cosa tu sia e faccia. Flavio Tosi non è un fascista. È un leghista che ama i fascisti, li coccola, li asseconda, forse cinicamente se ne serve. Oggi che la tragedia si è consumata, è evasivo, a volte frivolo, a volte ringhioso quando gli si ricorda che appena in dicembre ha sfilato accanto a nazisti del Veneto Fronte Skinheads; che appena qualche anno fa (11 settembre 2005) offrì le sue parole solidali - con una visita in carcere - a cinque giovani fascisti che avevano massacrato e accoltellato due ragazzi di sinistra, frequentatori di un centro sociale.
"

Significa forse che Verona è una città fascista? Non andrei così lontano, non è vero. Tuttavia è vero che permea un senso di esclusione, non accettazione del diverso molto più forte di altri luoghi in cui ho vissuto. Anche la collocazione geografica non aiuta, Verona è una città provinciale, nel mezzo della pianura padana, lontana da mare e confini, che è diventata multietnica in un periodo molto breve, ma non ha avuto il tempo di abituarsi al cambiamento. Molti non lo accettano. La segregazione è talmente evidente che si estende a anche a livello territoriale. Veronetta è il nostro Bronx, almeno a detta di molti. Ci ho vissuto per quattro mesi. Ero l'unico biondo-occhiazzurri-nonslavo. Mai subito un furto, mai stato aggredito, mai assistito ad una scena di violenza. Vado nella veronese Borgo Roma e sono testimone a tre furti e un pestaggio. Sarà. Ma l'esclusione del diverso esula dal fattore razziale, è un atteggiamento intrinseco di fastidio per coloro che pensano e si comportano diversamente.

Il mio caro amico Sebastiano sostiene che Verona è una città "bellissima piena di giovani di grande cuore", ma anche "popolata da troppi mentecatti ed assassini". Invita a non andersene, a rimanere, perché ad andarsene devono essere " quei veronesi che anche in queste ore di dolore assecondano l'insorgere di odio e violenze, di ideologie criminali sepolte dalla storia". Sono loro che non se lo meritano. È vero. Se guardo bene ci sono delle persone stupende e coraggiose, delle quali sono fiero di essere amico.

Non chiudete gli occhi, affrontate la realtà con un sorriso, non blindatevi di fronte alla facciata dei fascisti, dei comunisti, tutta balle. Osservate con obiettività, non rinnegate la natura di una bellissima città con ampi spazi di miglioramento. Miglioratela voi, siate i fautori di una rivoluzione sociale e culturale, portate un po' di pace e di comprensione. Ne sarete felici.

Commenti

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ritratto di Linda

grazie

Grazie Federico per i tuoi pensieri e per le tue ricerche.
In questo marasma di notizie e di intenti, che porta le luci dei riflettori sulla nostra città,
le tue parole e l'articolo che hai riportato (che altrimenti non avrei letto)
sono quelle che sento maggiormente affini alle mie emozioni...
Grazie
Linda

ritratto di Federico Pistono

Grazie Linda, vedere e

Grazie Linda,
vedere e sentire il calore delle persone attorno a me mi rende molto felice, è poter condividere queste emozioni con qualcuno anche in uno spazio pubblico.

ritratto di Elena Tran

Solo grazie per le tue

Solo grazie per le tue parole da una veronese non di sangue ma di cuore.
A presto!

Elena

ritratto di Federico Pistono

Cara Elena, ti ringrazio per

Cara Elena,
ti ringrazio per l'adozione (emotiva) ^_^ in una città che sto iniziando ad apprezzare e ad amare, piano piano, sotto lo strato apparente di città ostile c'è un bellissimo mondo fatto da persone accoglienti ed eccezionali.

ritratto di Marco

a proposito di Nicola e di Verona...

Ciao, Federico

Ho letto il tuo articolo e volevo ringraziarti per avermi mandato il link.
Alcune cose le condivido, altre un po' meno.
Forse definire Verona una città fascista è azzardato, ma sta di fatto che l'estrema destra ha trovato proprio in quella città una delle sue roccaforti.
Credo inoltre che se certa gente si sente libera di agire in un certo modo lo fa non solo per balordaggine
ma anche perchè si sente protetta politicamente: il sindaco di Verona (Lega Nord) Tosi ha nella sua giunta un ex-naziskin a cui poco tempo fa aveva cercato (invano per fortuna) di affidare un'importante carica dell' Istituto Storico della Resistenza! In secondo luogo non dimentichiamoci che le recenti elezioni politiche sono state vinte da partiti in cui fascismo, mafia e razzismo trovano ampia rappresentanza.
Verona, come la maggiornaza della gente che ci vive, è una città bellissima, ne sono convinto, purtroppo caduta nelle mani sbagliate. Credo che la responsabilità di ciò sia collettiva, vale a dire di tutti.
E, dolente di contraddirti, ma la questione è soprattutto politica, in quanto, a quanto mi risulta, tutti gli aggressori risultano militanti o per lo meno simpatizzanti di organizzazioni nazifasciste, che trovano nell'ignoranza storica, nella scarsità di valori morali e civili, e nella mancanza di rispetto per qualsiasi forma di diversità, terreno fertile su cui attecchire. Queste persone, non accettando il fatto di essere state sconfitte, nel secolo passato, (soprattutto dai comunisti!) su tutti i fronti, tentano di farsi avanti per riscrivere la loro storia (piena di falsità, dove perfino l'olocausto viene negato!) approfittando del fatto che l'essere umano ha il grave difetto di dimenticare in fretta il passato. Verona non è un caso, aggressioni di stampo nazifascista avvengono da molti anni in ogni città d'Italia, tanto che mi sarebbe facile citarti alcuni esempi accaduti anche nella mia città. Per questo credo che Verona non è una città fascista più di molte altre: è l'intera Italia che non ha saputo fare conti con il suo passato, e superare la vergogna del ventennio fascista, la Resistenza è stato l'unico riscatto, purtroppo non sufficiente.
Ci svegliamo ora, ma atti simili di teppismo sono anni, per non dire decenni che accadono,
dove eravamo prima tutti quanti? forse abbiamo preferito chiudere gli occhi, sperando che fossero casi isolati e non ascoltando chi già da tempo ha cercato di metterci sull'avviso di un certo connubio tra la destra che oggi governa il paese e ragazzi di buona famiglia che tengono in casa manganelli e bandiere con svastiche e croci celtiche. Ragazzi di sinistra pestati a sangue, giovani dei centri sociali accoltellati, lapidi dei partigiani sfregiate, e mi dici che il vecchio scontro comunisti-fascisti è tutta una balla? Che la questione non è politica? Non credo che tu abbia iniziato a leggere i giornali solo da una settimana. L'odio per il diverso (diversità di razza, religione, pensiero, stato sociale) di oggi, non mi sembra molto diverso da quello che portò la Germania alla notte dei cristalli nel 1938. A ciò aggiungo che nonostante la destra istituzionale cerchi inutilmente di lavarsi la faccia con Fini che ora improvvisamente diventa difensore di Israele, dimenticandosi quasi che anche questa volta è morto un ragazzo, definendo ben più grave la contestazione di Israele alla fiera del libro, mentre l'elezione di Alemanno sindaco di Roma è salutata col braccio teso, e Forza Nuova sgambetta allegramente ai comizi di Borghezio (Lega Nord). E dovrei fare finta che la politica non c'entra nulla? Rileggo proprio ora l'articolo di Repubblica che tu fedelmente riporti, e invito anche te a rileggerlo... è lampante, no?
Ma per favore non cadiamo dalle nuvole!
Il G8 di Genova non ve lo ricordate (scuola Diaz...)?
Certe cose sono sempre accadute, solo che ultimamante la loro frequenza è un tantino aumentata.
Sicuramente il fenomeno per essere compreso necessita di un'analisi da molti punti di vista, fra cui quello storico e politico.
Per quanto riguarda il fatto della diversità sicuramente non tutti possono piacere a tutti, personalmente
io stesso mi ritengo di gusti difficili, e d'altra parte non è che faccia molti sforzi per essere simpatico.
Convivenza credo che voglia dire tolleranza, anche nei confronti di chi non ci piace.
Ma nessuno dovrebbe permettersi il diritto di negare l'esistenza di nessuno.
Tuttavia I metodi democratici per fortuna o purtroppo valgono anche per chi non li accetta. Hitler per esempio venne eletto democraticamente, per poi uccidere la stessa democrazia che gli consegnò il governo della Germania.
Ho qualche difficoltà a farmi piacere chi ha come slogan: "difendi il tuo simile, distruggi il resto".
Perchè questa gente vive in una democrazia senza essere democratica, senza conoscere il minimo concetto di rispetto e di convivenza civile.
Nicola non aveva nessuna colpa. Semplicemente ha rifiutato una sigaretta. Potevo esserci io al suo posto, anche perchè non fumo. Per tutta risposta la realtà che ha ricevuto in cambio aveva la forma di un pestaggio mortale. E penso che in quel momento abbia pensato a difendersi dai suoi assassini, non certo a sorridere a loro.

Un saluto con stima.

Marco

ritratto di Federico Pistono

Odio creato ad hoc

"E, dolente di contraddirti, ma la questione è soprattutto politica, in quanto, a quanto mi risulta, tutti gli aggressori risultano militanti o per lo meno simpatizzanti di organizzazioni nazifasciste, che trovano nell'ignoranza storica, nella scarsità di valori morali e civili, e nella mancanza di rispetto per qualsiasi forma di diversità, terreno fertile su cui attecchire"

Da dove arrivano queste persone? Dalla gente. Quindi il problema è culturale, e si riflette anche in campo politico.

io stesso mi ritengo di gusti difficili, e d'altra parte non è che faccia molti sforzi per essere simpatico.

LOL ^_^

e mi dici che il vecchio scontro comunisti-fascisti è tutta una balla?

Ho detto: "non blindatevi di fronte alla facciata dei fascisti, dei comunisti, tutta balle" e lo penso davvero. I comunisti non esistono da un almeno un ventennio, e comunque non c'è mai stato il comunismo in nessuno stato, al massimo il socialismo. L'idea del "comunista cattivo" che bolle i bambini come nella Cina di Mao è stata creata da Berlusconi negli ultimi venti anni appunto per creare un nemico inesistente in Italia, accrescere l'odio tra la popolazione e la segregazione ideologica, accumulando consenso proprio in quella fascia di popolazione che purtroppo fascista lo è davvero.

Dice così poi lo beccano in flagrante facendo accordi con d'Alema e Fassimo sulle legge elettorale.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/03_Marzo/23/berlusconi_...

La facciata è una balla, ma la gente ci crede, purtroppo, e l'odio cresce in un turbine di violenza e controllo Machiavelliano.

ritratto di Anonimo Codardo

il preside....

Verona è una citta' bellissima ..se Voi mi aveste visto a Brescia!!!!
si' è un po' borghese, un po' destrorsa, pero' viva, le persone sono
gentili ...se tu sei gentile ...quando vi sono conflitti anche a ragion
veduta vorrebbero aver ragione ...il preside pero' ...è fuori di testa!
ma quella è una categoria a parte ....!!!
Per me è di colore bianco e a me piace.

ritratto di LELE

L'amore è importante nella vita!

Sono capitato per caso nel tuo articolo!
Purtroppo le persone che oggi sono mature, hanno scordato quello che gli raccontavano i genitori o i nonni. Ma cosa intendo dire con questo?
Il nostro Paese è sempre stato un Paese povero, e sicuramente per la ricerca del lavoro, anche persone della tua famiglia hanno emigrato. Oggi tutti ODIANO, DETESTANO e NON SOPPORTANO gli emigrati.
Ma una volta per caso non hanno emigrato pure loro?
Vedi il punto sta quì....non saper analizzare le proprie vedute.
Mi fa piacere aver letto anche le tue risposte, e anche sotto l'aspetto politico la pensiamo similmente.
Prima della fine dell'anno, IO spero cada il Governo.
Un Paese che ha fatto ritornare il vero e proprio Fascismo, Nazismo ecc., non si merita l'onore di governare un Italia unita.
Lo scrivevi tu...il Sindaco di VR è leghista e ogni tanto rischia pure di farsi qualche giorno in galera, per episodi lontani ma memorabili per l'idiozia!
Siamo accerchiati da persone che la pensano diversamente.
Importante è nel nostro cuore e animo, continuiamo ad annaffiare l'AMORE per il prossimo.
Prima di ogni azione, questo ci farà riflettere su ciò che stiamo facendo.
...e che il tempo CI porti bene!

Lele

ritratto di Federico Pistono

Notizia fresca, Tosi come

Notizia fresca,
Tosi come Gentilini. Dopo la condanna (istigazione al razzismo) inflitta al fumantino vicesindaco di Treviso, tocca ora al primo cittadino leghista di Verona subire l' onta e le conseguenze di un provvedimento definitivo (propaganda razzista) per i suoi eccessi contro gli immigrati. In questo caso i cittadini sinti che nel 2001, con una campagna muscolare fatta di slogan martellanti, Tosi voleva cacciare dalla città che oggi amministra. Anche per lui, oltre a due mesi di reclusione (pena sospesa), i giudici hanno stabilito, in via definitiva, il divieto di partecipare a comizi politici per tre anni.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/19/r...

Qualcosa si muove...

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