Miniguida al riciclaggio - cosa fare e come

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Premessa: stai leggendo una prima bozza, che subirà cambiamenti ed evolverà in base ai tuoi suggerimenti e commenti. La guida è quindi in continuo aggiornamento. Se ti stai chiedendo perché non ne faccio una wiki rispondo molto semplicemente: voglio mantenere un livello di libertà tale da poter scrivere un commento personale o una battuta, lasciare quel tocco di cosa personale all'articolo. Una wiki è tipicamente enciclopedica. I contenuti del mio blog sono in Creative Commons, quindi l'articolo può benissimo diventare una wiki a lavoro collaborativo, fintantoché rispetta i termini di licenza. Non mi arrabbio, anzi, sono contento che il potere della rete venga utilizzato.

Una società progredita è una società che non produce rifiuti. Il rifiuto è un concetto sbagliato, un'invenzione dell'uomo. La natura non produce rifiuto, tutto ciò che esiste ha un destino e segue un iter preciso. Il ciclo della vita non è una storiella che si impara alla scuola materna per poi dimenticala man mano che si progredisce nella vita, è qualcosa di reale e tangibile, qualcosa che dobbiamo sempre tenere in considerazione.

In una struttura come un edificio pubblico è non solo utile ma di vitale importanza organizzare la gestione dei rifiuti in modo tale da avere il minor impatto ambientale possibile. È una questione di educazione civile. Nella miniguida che segue mi rendo conto di portare avanti idee sia di non facile realizzazione che cose invece alla portata di tutti. Credo siate abbastanza grandi da capire quando sia possibile fare qualcosa agevolmente, senza stravolgere le vostre abitudini quotidiane e quando invece la cosa richiederebbe un intervento della città, del governo o altro ancora. Mi rifaccio alla vostra intelligenza nell'avere la flessibilità necessaria per capire cosa appartenga alla prima categoria sopracitata e cosa invece alla seconda.

Passiamo alla prima parola d'ordine: riduzione.

Riduzione dei rifiuti e Riutilizzo dei prodotti

Il termine riduzione dovrebbe far suonare un campanellino a qualcuno. Riduzione significa produzione ed utilizzo consapevole delle risorse, di conseguenza bisogna agire su due fronti: produzione e consumo.

Produzione:

  • evitare l'usa e getta. Tutto ciò che può essere riutilizzato dovrebbe esserlo. Ciò che interessa è il contenuto, non il contenitore. Le bottiglie non sono altro che contenitori e come tali devono essere trattate. Ogni struttura pubblica dovrebbe offrire distributori di acqua e bibite invece di lattine e bottiglie. Badate bene, distributori alla spina. Inserisci i soldi, riempi la bottiglia, bevi il contenuto. Il processo si ripete fintantoché la bottiglia può essere riutilizzata.
  • chi produce meno rifiuti paga meno i prodotti. Deve essere dato un incentivo economico per coloro che agiscono nel modo corretto. Non bisogna fare fede nel buon senso delle persone. La storia insegna che ci sarà sempre un ristretto gruppo di persone particolarmente sensibili alle tematiche ambientali, un ristretto gruppo di persone particolarmente recidive e la maggior parte che agisce secondo l'etica comune, ovvero secondo gli standard di comportamento che vigono in quel luogo. Se gli standard sono sbagliati è sbagliato pensare di poterli cambiare unicamente facendo affidamento sul senso di responsabilità individuale: non succederà. Bisogna quindi agire a tutto tondo, da una parte facendo capire cosa è giusto fare e perché, dall'altra facendo pagare ciò che è giusto. Se una bottiglia di plastica piena d'acqua costa 30 centesimi in realtà stiamo pagando una cifra irrisoria di H2O e il resto sta nel processo della bottiglia in quanto tale. Produzione, trasporto, trasformazioni chimiche, petrolio, la plastica è un polimere complesso che va trattato, prodotto e trasportato, magari attraverso mezzi pesanti, navi e via dicendo. L'H2O è un liquido naturale che può essere agevolmente trasportato attraverso canali di comunicazione capillari. Una possibile soluzione potrebbe essere filtri per l'acqua da applicare ai rubinetti.

Pregherei di non focalizzarsi sui singoli esempi o sui suggerimenti specifici, piuttosto prendere il messaggio principale come argomento di attenzione, ovvero tutte quelle parole scritte in grassetto che riassumono il concetto all'inizio di ogni punto.

Scena quotidiana in una città come Verona.

Consumo:

  • evitare l'usa e getta. Se le aziende sbagliano e continuano a produrre secondo questa logica non vedo perché noi dovremmo seguirle nel loro errore. Se ho due prodotti identici, uno usa e getta e l'altro no, per definizione il primo costerà di più, proprio perché ha mosso più economia.
  • chi produce meno rifiuti paga meno i prodotti. Portati una bottiglietta da casa, da riempire poi al lavoro, a scuola o all'università. Paghi molto di meno e non produci rifiuti.
  • considera la visione d'insieme. Quando scrivo "Costa di meno" intendo sì che paghi 20 cent in meno per quello, 1 euro in meno per quell'altro, ma non solo. Ciò che paghi non sta semplicemente nei solid che tiri fuori quando fai la spesa, paghi al bar o alle macchinette del caffè. Se così fosse allora ci sarebbe davvero libero mercato. La verità è che noi finanziamo giornalmente compagnie di vario tipo, da quelle petrolifere, farmaceutiche al gasolio dei mezzi pesanti per il trasporto su gomma attraverso tasse ed altri meccanismi molto complessi. Il non mettere in circolo quel tipo di economia riduce la nostra dipendenza da risorse che non vogliamo siano sfruttate.
  • produzione locale, consumo locale. Perché comprare del latte che è stato bollito, pressurizzato, imbottigliato, pacchettizzato e spedito a centinaia di chilometri di distanza per essere poi consumato una settimana dopo quando posso bere del latte molto più buono, prodotto sotto casa, per un prezzo inferiore e consumarlo nei tre/quattro giorni che rispettano la sua vita naturale?
  • controlla le mappe interattive dei distributori alla spina. Stiamo lavorando su un progetto per fornire una mappa interattiva consultabile da chiunque dei distributori alla spina sparsi per tutto il territorio italiano. Controlla, segnala, scrivi un commento, usa questa opportunità. Una mappa nazionale per i distributori del latte crudo è già disponibile.

Riciclaggio dei prodotti

Perché parlare quindi di riduzione e riutilizzo prima di riciclaggio? Prima di tutto vorrei mettere in chiaro una cosa: il riciclaggio non è una soluzione al problema, è metterci una pezza. Prima cerchiamo di risolvere il problema alla radice, poi mettiamo una pezza dove non siamo stati in grado di agire. Inoltre e difficile tracciare il percorso dei rifiuti riciclati fino al loro termine, le aziende che prendono in consegna questo compito spesso forniscono dati che non sono facilmente confutabili. In poche parole non abbiamo la certezza di che fine fa il rifiuto. Anche andando ad informarsi e spendendo giornate intere nei centri di smaltimento e di raccolta si rimane intrappolati nella burocrazia e nel sistema di dati-non dati. Non è facile trovare documentazione attendibile e non esiste un archivio completo disponibile in rete, quindi accessibile a tutti. E anche se esistesse non avremmo la garanzia che i dati forniti sia realmente attendibili. Il modo migliore per sapere che un rifiuto non causerà danni è non produrlo.

Contenitori per il riciclo nella stazione di Berlino.

Se proprio non fosse possibile Ridurre o Riutilizzare vediamo le linee guida per il riciclaggio:

  • non produrre oggetti che contengano materiali tossici. Se è tossico non è riciclabile, se non è riciclabile finirà in discarica, in discarica causerà seri danni.
  • i tetra-pack et similia non sono riutilizzabili né riciclabili, dovrebbero essere illegali pe legge.
  • non usare giganteschi contenitori molto distanti tra di loro. Piuttosto, fornire un blocco di piccoli contenitori che possono raccogliere tutti i rifiuti. L'esperienza insegna che una persona media non è disposta a fare un metro di strada in più per buttare ciò che ha in mano. Deve trovare tutto nello stesso posto, diviso per carta, plastica, alluminio, umido. So che molti stanno pensando: "Ma no, per chi ci prendi, se devo fare qualche metro in più per raggiungere il contenitore giusto lo faccio." Tu sì, io pure. Ma lui no, e lei neppure. Esperienza insegna.
  • i contenitori speciali possono essere posizionati in aree ecologiche a parte, come quelli per la raccolta delle batterie, medicinali e altri materiali. I rifiuti speciali sono meno del 5%, quindi facilmente gestibili. Inoltre, trovo improbabile che una persona abbia da buttare chili e chili di batterie a settimana, siamo realistici nelle figure.

In generale è necessario mettere tutti nella posizione in cui è nell'interesse comune fare la cosa giusta. Il resto verrà da se.

A coloro che stanno pensando all'incenerimento come forma intelligente di smaltimento dico solo questo: seria e provata evidenza scientifica mostra che l'incenerimento è il modo peggiore per smaltire i rifiuti, sia dal punto di vista economico, sia da quello dell'impatto sulla nostra salute che sull'ambiente.

Documentazione di supporto:

Attendo suggerimenti, idee, critiche, pensieri. Buon RRR.

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ritratto di Seby Pirrone

w il riciclaggio puntiamo sulle "materie seconde"

Salve sono sebastiano pirrone uno studente dell'universita di catania, facoltà di economia, ho trovato molto interessante il suo articolo, da qualche mese sono molto interessato a questo argomento solo che per poterlo mettere in atto la nostra volontà di operare nel settore non basta, la gente non è interessata al problema, bisognerebbe coinvolgere le aziende e tutti i singoli cittadini in questa iniziativa che ha benefici sia ambientali che economici dal punto di vista delle risorse. non mi riferisco solo a campagne di sensibilizzazione ma cercare di incentivare ogni persona al riclico, fornire un modo semplice per tutti di suddividere i rifiuti e magari avere un piccolo ritorno economico immediato alla consegna di materiale da riciclo. Sto cercando di avviare un impresa atta al ritiro e alla successiva riutilizzazione di materie che potrebbero essere rimesse nel ciclo produttivo e "rinascere" sottoforma di altri beni di uso comune. l'esempio lampante delle 29 lattine che possono diventare una moka da caffè secondo me è l'emblema del potenziale legato a questo settore. Spero in una risposta di confronto da parte vostra sono in cerca di idee spero sappiate illuminarmi a riguardo. cordiali saluti Sebastiano Pirrone

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