Vegano sì, vegano no. Perché non essere vegani?
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Domanda: perché un essere umano, intelligente, a conoscenza dei misfatti causati dal cibarsi di alimenti di origine animale, nel 2007, non dovrebbe essere vegano? Quale motivo può avere?
Ottima domanda.
Credo che la risposta risieda nel fatto che spesso le circostanze ed i fattori sono sfavorevoli, inseriti in un contesto di molteplicità di scelte governative inique che rendono la questione di più larghe vedute. Mi spiego meglio: oggi siamo a conoscenza del trattamento vergognoso degli animali negli allevamenti (se tali si possono chiamare) ma non siamo a conoscenza delle condizioni dei lavoratori nei campi che coltivano verdure.
In altre parole il problema non riguarda l'uccisione degli animali per sopravvivere (dato che è possibile vivere cibandosi anche solo di vegetali) ma piuttosto delle condizioni di vita dell'essere vivente coinvolto. Non credo sia sbagliato uccidere animali per cibarsi, anche perché la struttura genetica del nostro organismo non è fatta per cibarsi solo di carne o solo di vegetali.
L'apparato digerente degli onnivori è infatti in grado di elaborare sia la cellulosa (che non viene comunque digerita dalla gran parte degli onnivori, ma viene invece eliminata con le feci) che le proteine animali: questa duplice capacità di elaborazione di sostanze nutritive offre agli onnivori maggiori possibilità di assimilazione di nutrienti, maggiore scelta nella ricerca del cibo e consente un maggiore adattamento ai cambiamenti climatici. La maggiore varietà e più alta qualità della dieta garantisce poi all'organismo onnivoro una maggiore probabilità di sopravvivenza.
Detto ciò, ovvero che fisiologicamente siamo FATTI per mangiare sia carne che vegetali, frutta, legumi e via dicendo rimane il discorso del trattamento degli individui, siano essi animali che umani. Il problema sta nel come vengono trattati e fino ad ora l'uomo ha dimostrato di non saper trattare nessuna delle due categorie quando si parla di grande scala e "grandi civiltà" a modello occidentale. Per com'è strutturata la società se nessuno mangiasse carne sarebbero capaci di far sparire intere specie animali, dato che non servirebbero più, cosa che per altro hanno già fatto in alcuni casi.
In questo contesto potrebbero anche paradossalmente estinguersi i cosiddetti animali da allevamento e dato che la richiesta di cibo vegetale salirebbe più lavoratori del terzo mondo verrebbero sfruttati, più aree devastate da monocultura estensiva dello stesso tipo di grano, lo stesso tipo di zucchina, distruggendo la biodiversità e preparando il pianeta alla disfatta globale.
Questo processo è in realtà già iniziata, attualmente la maggior parte delle specie di mele e grano sono sparite per fare spazio ad una collezione ristrettissima di prodotti da presentare alle nostre tavole, sempre più resistenti ai parassiti, ai diserbanti tossici e alle intemperie.
Quindi la risposta credo che sia: non è tanto la questione essere vegano o meno, non risolverebbe NESSUN problema, la questione è saper fare con criterio quello che l'uomo deve fare.
È come la questione delle pellicce. Tutti siamo contrari ai maltrattamenti schifosi verso quei poveri furetti, quelle povere foche scuoiate vive a migliaia in Canada e Groenlandia per alimentare il business del lusso delle signore sfarzose, che possono decisamente fare a meno della quarta pelliccia (anche delle prime tre a dire il vero), invece credo che le popolazioni inuit facciano benissimo a vestirsi con le pelli degli animali uccisi dopo la caccia. Lo fanno per sopravvivenza, e lo fanno con rispetto, con umanità, per necessità.
Il problema è come, non cosa. Quasi sempre.







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